Una città connessa

Lavoriamo e lavoreremo perché Pontedera possa essere una città connessa, un concetto che vogliamo sviscerare in ogni sua accezione. Si apre una nuova fase, da qui riparte la Pontedera che vorremmo consegnare, ancora più bella e ancora più forte ai nostri figli.

  • connessa con la gente che la vive e con le opportunità che mette a disposizione;
  • connessa con il capitale delle esperienze positive per affrontare le criticità nuove emerse negli anni;
  • connessa con il patrimonio inestimabile della sua rete di protezione sociale pensato perché nessuno possa e debba sentirsi solo;
  • connessa con le sue infrastrutture materiali ed immateriali, con le piazze, le aree pubbliche, gli spazi della socializzazione, quelli della vita quotidiana per affrontare seriamente alcuni temi come la sicurezza urbana e la qualità della vita;
  • connessa con le sfide della modernità, delle tecnologie, dell’innovazione, della semplificazione;
  • connessa anche con gli angoli più in ombra perché è la luce della presenza delle persone, del tessuto commerciale, delle attività culturali che sconfigge le ombre delle marginalità sociali;
  • connessa con la sua vocazione al lavoro, con la dignità dei lavoratori, con la determinazione di chi rimboccandosi le maniche non ha mai perso il coraggio, con la voglia e la capacità di rendere la città più bella, accogliente, a misura delle persone;
  • connessa con le sue tante energie sommerse che aspettano solo di essere prese, alimentate e trasformate in azioni di sviluppo.

Come ci piace dire: #AvantiTutta #AtestaAlta


Una politica responsabile che sceglie senza dividersi

Nel novembre scorso il Partito Democratico, all’unanimità, mi ha indicato come candidato sindaco per rappresentare il perimetro delle idee, dei valori e delle competenze che in tutti questi anni quella comunità di donne ed uomini ha messo al servizio di Pontedera.
Cercherò di portare rispetto a questa dimostrazione di stima e fiducia senza fare proclami roboanti ma secondo un metodo, un modo di essere e di fare. In primo luogo attraverso l’utilizzo del pronome personale “noi”, di cui sento un grande bisogno nei modi e nei toni della discussione pubblica: solo insieme, solo grazie al confronto ed allo scambio con gli altri è possibile progettare e costruire con serietà e lungimiranza un pensiero ed una strategia che diventi azione collettiva.


Una politica responsabile che ascolta e non si chiude in se stessa

Credo molto nell’ascolto attento delle parole, dei suggerimenti e delle istanze della città e dei pontederesi: aver voglia di ascoltare davvero gli altri è la precondizione per poter comunicare qualcosa a tutti.
Serve un confronto aperto e permanente con la città al servizio delle necessità e dei bisogni raccolti tra la gente, dentro il tessuto produttivo e commerciale, all’interno dei quartieri, delle frazioni e della nostra meravigliosa rete associativa.


Il manifesto elettorale


Dove votare e quando

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