“La Cultura è l’unico bene che diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande.”


In questi anni abbiamo investito risorse straordinarie ed energie importanti per consentire alla cultura a Pontedera di presentarsi con la C maiuscola all’appuntamento con il mondo nuovo. Sul tema abbiamo ricevuto suggestioni interessanti nella campagna di ascolto e la consapevolezza che dobbiamo ripartire da una situazione complessiva ricca di numerose opportunità.
Penso al nostro Teatro Era diventato di rilevanza nazionale, alla nostra biblioteca ed ai numeri di frequentatori e lettori che fa ogni giorno, penso al nostro ricchissimo tessuto associativo che quotidianamente genera attività culturale di qualità in moltissimi settori, penso al Museo Piaggio ed alla inestimabile qualità del lavoro della sua Fondazione.

Penso alle potenzialità culturali legate all’asse del viale Piaggio, al centro di competenze, ai poli di formazione, di innovazione e trasferimento tecnologico, alla formazione di eccellenza legata alla robotica ed alla moda. Penso alle innumerevoli azioni intraprese in tema di arte urbana, quella che si può vivere ogni giorno nelle piazze e nelle strade di Pontedera.

Penso al respiro internazionale delle iniziative coordinate dal Centrum Sete Sois Sete Luas. Penso ai successi oggettivi delle iniziative di animazione territoriale e culturale come la notte bianca, la festa della vespa, la festa del commercio. Penso al CREC Piaggio nella sua dimensione di possibile rilancio attraverso la collaborazione tra Comune e proprietà come laboratorio delle nuove forme di espressione musicale grazie alla presenza dell’Accademia ed alla struttura capace di ospitare giovani gruppi musicali.

Penso infine alla scommessa intrapresa e vinta con la riqualificazione di Palazzo Pretorio ed la connessa creazione di una Fondazione il cui nome, “Pontedera per la cultura” dice più di ogni aggettivo sull’idea di città che abbiamo in mente. Quella del PALP è stata una esperienza di successo capace di qualificare in ottica trasversale un’operazione non solo urbanistica ed edilizia attraverso il concorso di risorse pubbliche e private passando da un percorso partecipativo organizzato con le idee della città che stiamo replicando in questi mesi per Villa Crastan.
Abbiamo insomma un capitale straordinario di strutture ed esperienze culturali che dobbiamo valorizzare considerandole vere e proprie infrastrutture della città. Ecco perché nella stesura della nostra proposta di governo crediamo che molte delle sfide sui temi più importanti, dal lavoro alla qualità della vita, dal rafforzamento del tessuto commerciale all’economia della conoscenza  debbano esser affrontate investendo a 360 gradi sulla cultura e nell’intelligenza umana, il vero valore aggiunto e di riscatto dopo anni di crisi economica e sociale.
Per questo crediamo che  il Palp e la Fondazione per la cultura possano e debbano essere il centro di elaborazione e produzione culturale di Pontedera, la leva con cui sollecitare le energie belle e diffuse presenti non solo in città perché la sfida vera ed ulteriore, quella di respiro più ampio ed esiziale della nostra Fondazione sarà quello di intercettare e stabilire rapporti con le Fondazioni e le associazioni del  territorio a partire dalla Valdera tutta. Creare collaborazioni stabili ed innovative al servizio del marketing territoriale attraverso le esperienze culturali consente di alzare lo sguardo verso obiettivi di lungo termine e restituire ai cittadini occasioni nuove ed impensabili. Penso ad esempio alla nuova vita che siamo riusciti a dare all’anfiteatro del Teatro Era grazie alla sinergia con il comune di Peccioli che in questa estate ha ospitato eccellenze nazionali ed internazionali facendo registrare il tutto esaurito ad ogni appuntamento.
Servirà certamente mettere nello stesso filo tutte le componenti che fino ad oggi hanno arricchito in modo talvolta non armonico l’offerta culturale della nostra città perché ciascuna di esse aumenti il proprio valore incrementando quello collettivo.
Servirà dunque creare un tavolo, una cabina di regia coordinata dall’Amministrazione comunale per garantire a questa rete di connettersi svilupparsi con maggior efficacia dentro un progetto unitario.
Promuovere la cultura a Pontedera significa saper costruire percorsi economicamente sostenibili, significa saper valorizzare e tutelare quello che c’è ma stimolare pure l’innovazione, la creatività, la cifra sempre in movimento di una comunità.  Significa mettere assieme dentro un’unica idea condivisa le politiche commerciali, quelle urbanistiche, quelle economiche e quelle sociali dentro il solito disegno collettivo.

Matteo Franconi

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