Il programma elettorale

Una politica che ascolta e non si chiude in se stessa. Una politica responsabile che sceglie senza dividersi

I contenuti di questa proposta programmatica sono il portato finale e comunque sempre aperto alla pratica dell’ascolto attento delle parole, dei suggerimenti e delle istanze della città e dei pontederesi. Il candidato Sindaco Matteo Franconi, i singoli candidati delle liste che lo supportano, tutti i gruppi dirigenti delle forze politiche e civiche che hanno lavorato a questo programma elettorale hanno attivato un confronto aperto e permanente con la città al servizio delle necessità e dei bisogni raccolti tra la gente, dentro il tessuto produttivo e commerciale, all’interno dei quartieri, delle frazioni e della nostra rete associativa. La rielaborazione di questa capillare e diffusa attività di ascolto è stato il punto di partenza di una successiva discussione pubblica, aperta, trasparente e partecipata affinché le singole proposte per Pontedera contenute in questo documento fossero il frutto del confronto e dello scambio di opinioni ed idee con la comunità a cui esse sono dedicate.
Una politica che voglia progettare e costruire con serietà e lungimiranza un pensiero ed una strategia che diventi azione collettiva deve avere la forza, le energie ed il coraggio di impostare un lavoro di questo tipo.
Questo è quello che siamo abituati a fare rifuggendo dalle scorciatoie facili degli slogan vuoti perché siamo convinti che le proposte per esser serie, sostenibili e concrete debbano da un lato valorizzare il capitale di azioni messe in campo in tutti questi anni e dall’altro saper gestire le criticità ed i bisogni nuovi con strumenti, progetti ed idee all’altezza delle sfide che siamo chiamati ad affrontare.
Quella di Pontedera è una comunità con solide radici democratiche e cultura politica, una comunità capace di percorrere strade altrove smarrite di partecipazione, può farlo anche nel momento in cui la frattura tra cittadini e politica si è fatta sempre più larga e coinvolge partiti, istituzioni, rappresentanze sociali. Il centrosinistra politico e civico di questa città può e deve ripartire dal proprio radicamento nel territorio e dalla capacità di stare dentro la vita quotidiana delle persone. A maggior ragione può e deve farlo nei tempi della disillusione verso il futuro, in tempi in cui l’egoismo sembra prendere il sopravvento sulle risposte dello Stato sociale, dentro un quadro nazionale ed internazionale avvolto da una spirale di risentimento e di odio dei penultimi contro gli ultimi mentre la distanza tra ricchi e poveri aumenta senza trovare ostacoli. La peggiore destra del dopoguerra ha invaso la discussione pubblica proponendo tasse piatte senza progressività, ruspe che distruggono senza costruire, slogan facili quanto inutili, risposte semplici a problemi complessi creando ai soli fini elettorali una nuova frontiera dello smarrimento.
Il centrosinistra politico e civico di questa città sente forte il senso di appartenenza alla propria comunità, il privilegio di averla servita con competenza e umiltà (con la determinazione e la speranza di continuare a farlo) riconoscendo il limite della conoscenza individuale per attingere al quel patrimonio inestimabile di conoscenza e intelligenza diffusa dei cittadini.
Pontedera con la sua grande laboriosità e capacità di tenuta sociale, con la qualità della vita che ha cercato di mantenere anche nei tempi duri della crisi economica dell’ultimo decennio non si è mai piegata a forme di isolamento e marginalizzazione manifestando invece la sua grande capacità di reinventarsi e mantenere una propria vitalità economica. Lo ha fatto e potrà continuare a farlo grazie alla propria identità collettiva, al buon governo, ai valori ed alle competenze, alla lungimiranza di politiche che guardassero con fiducia al proprio futuro, alla costanza nel tenere in equilibrio le multiformi esigenze e gli svariati interessi che la attraversano tenendo la barra dritta sul binomio diritti – doveri, conferendo dignità al concetto di cittadinanza.
Ecco come e perché proponiamo alla nostra città questo programma elettorale ed una nuova stagione di buon governo tenendo assieme il tanto che ci unisce e superando il poco che ci divide.
Contiamo di farlo con il supporto di tutti coloro che, cittadini, associazioni, gruppi avvertono il pericolo di una involuzione democratica che aleggia nel Paese e nel linguaggio di una politica che non fa parte della nostra storia e della nostra cultura civile, sociale e democratica.