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Economia circolare, green economy, ciclo dei rifiuti e polo ambientale

Una comunità consapevole deve sapersi assumere la responsabilità della gestione dei processi industriali e del loro impatto ambientale nel presente senza scaricare sul futuro il peso delle proprie attività, ma anzi, assumendosi il compito di provare a lasciare l’ambiente in uno stato migliore di come l’ha trovato. Nei dibattiti internazionali il tema dell’approvvigionamento delle materie materie prime e la gestione del ciclo dei rifiuti è diventato sempre più centrale. Da una pulsione economica generale fondata sull’idea consumista dell’usa e getta si è progressivamente sviluppata una sensibilità in merito alla cosiddetta “economia circolare” e “green economy”, una postura generale degli assetti economici e sociali che privilegi la creazione e lo sviluppo di filiere circolari che consentano il riciclo, il riuso e la rigenerazione della materie prime generando molti ed importanti vantaggi: dal minor spreco di risorse esauribili alla drastica riduzione nella produzione di rifiuti, dalla creazione di nuovi posti di lavoro sia nel settore della ricerca che in quello della manifattura al miglioramento complessivo dell’ambiente. Pur trattandosi di tematiche dal profilo internazionale e mondiale possiamo però affermare che Pontedera possieda tutti gli elementi per assumere un ruolo pilota nella sperimentazione e nella promozione di un microsistema sostenibile.
In tale ambito la presenza del polo ambientale di Gello può certamente indirizzarsi verso l’idea di sviluppo di una economia circolare che guardi ad una diversa visione del rifiuto: da semplice prodotto di scarto a possibile risorsa utile allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, in una logica di sostenibilità ambientale all’interno delle cinque parole fondamentali che devono stare alla base del nostro rapporto con i rifiuti: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero, Riuso.

  • Il Comune di Pontedera ha adottato diverse strategie per incentivare i cittadini a differenziare i propri rifiuti. Il “porta a porta” esteso a tutto il territorio comunale ha consentito fino ad oggi di stabilizzare la percentuale di rifiuto differenziato al 65 % con una progressiva riduzione della TARI (l’8% negli ultimi 4 anni).
  • Ma se differenziare attiene alla logistica, al sistema di raccolta nonché alla collaborazione da parte dei cittadini la fase del riciclo e del recupero dei rifiuti differenziati implica la realizzazione di processi produttivi ed industriali così come possiamo verificare a Pontedera dove si chiudono molti cicli della differenziata.
  • Le plastiche, il vetro, l’alluminio, i metalli rottamati, i poliaccoppiati (come ad esempio il tetra pack) e la carta vengono avviati a riciclo da Geofor, Revet, Ecoacciai e dalle altre imprese del settore insediate.
  • Merita un cenno specifico il nuovo impianto di trattamento dell’organico che è in fase di ultimazione nel polo ambientale di Gello; si tratta di un impianto anaerobico costruito da Geofor per un investimento di circa venti milioni di euro capace di produrre energia elettrica dai rifiuti organici, oltre a compost utilizzabile in agricoltura: la via virtuosa della nostra economia circolare passa anche attraverso questo importante intervento.

Le ulteriori azioni da perseguire:

  • sui rifiuti urbani portare a compimento il percorso di costituzione dell’azienda che si occuperà della raccolta e dello smaltimento  dei rifiuti del nostro ambito regionale, con particolare riguardo all’autosufficienza impiantistica di ogni ambito territoriale ottimale (ATO);
  • nessun metro quadro di estensione del consumo di suolo per siti di smaltimento residuale dei rifiuti;
  • a ciascuno il suo; estensione della tariffa puntuale su tutto il territorio comunale, giungendo progressivamente ad un alleggerimento complessivo della Tari: ciascuna famiglia/attività paga in base alla quantità di indifferenziato prodotto; per l’attuazione del progetto di estensione occorre passare attraverso percorsi di condivisione e partecipazione della popolazione anche tramite il coinvolgimento delle associazioni del territorio;
  • anche in ragione del passaggio alla tariffazione puntuale servirà predisporre uno sportello dedicato, in collegamento con il soggetto gestore, per l’assistenza delle esigenze dei cittadini;
  • per favorire la diminuzione della produzione dei rifiuti della plastica, progettare e programmare d’intesa con Acque Spa la realizzazione di ulteriori fontanelli “Acqua Buona” sulla scorta della positiva esperienza del fontanello di Piazza Trieste;
    per favorire la diminuzione della produzione dell’organico, incentivare la distribuzione di compostiere;
  • incentivare il recupero degli oli esausti;
  • potenziare le campagne di informazione sulle buone pratiche della raccolta e le indicazioni del rifiutario sia tramite la ridistribuzione cartacea che attraverso i canali telematici;
  • sperimentazione di una rimodulazione della raccolta porta a porta anche in modalità notturna;
  • estensione del servizio degli ispettori ambientali e delle guardie ambientali volontarie ed aumento delle telecamere al fine di prevenire e reprimere abbandoni dei rifiuti;
  • incentivazione della educazione civica ed ambientale nelle scuole per favorire la consapevolezza che una riduzione dei rifiuti e, conseguentemente, dei costi passa inevitabilmente da un comportamento corretto nella raccolta differenziata e nel riciclo da parte degli utenti anche attraverso la promozione di visite guidate e laboratori all’interno degli impianti;
  • i cambiamenti climatici ed il tema delle biodiversità debbono portare ad uno sviluppo dell’educazione ambientale organizzato come sistema aperto in cui raccogliere l’offerta dei vari soggetti sul territorio e convogliarla alle strutture scolastiche che potranno scegliere fra i programmi predisposti dal mondo delle associazioni, con appositi bandi annuali;
  • sperimentazione all’interno delle ludoteche di una rete di CEA (Centri Educazione Ambientale);
  • rafforzare le politiche di recupero dell’evasione del tributo per una questione di equità sociale e per raggiungere l’obiettivo “pagare tutti per pagare meno”;
  • continuare nelle politiche di riduzione dei costi generali del servizio;
  • realizzazione sul territorio comunale di un centro del riuso nell’ottica di favorire lo scambio e il riutilizzo di oggetti usati contrastando e superando la cultura dello spreco delle risorse e dello “usa e getta”;
  • realizzazione di un nuovo centro di raccolta in viale Africa e messa in rete con i centri di raccolta presenti nei comuni limitrofi;
  • rimodulare ed estendere ulteriormente l’orario di apertura del centro di raccolta di via Don Mei per migliorare la fruibilità da parte dell’utenza;
  • sperimentazione dello “spazzino di quartiere” per un contatto più diretto con la cittadinanza e per l’affiancamento allo spazzamento meccanico;
  • individuare rispetto all’amianto piattaforme di servizi convenzionati con il Comune per favorire lo smaltimento da parte dei privati sviluppando le linee guida della Regione Toscana in materia;
  • l”Emporio solidale”: realizzare un centro di raccolta, riparazione e riuso solidale degli ingombranti (ad es. mobili ed arredi) nell’area della cittadella delle opportunità in cui sia possibile donare gli oggetti che non servono più, farli riparare, trasformare e ricollocarli su un mercato solidale. Oggetti per la casa, mobilio, vestiti, calzature, oggetti per i bambini, utili, belli, economici e in grado di dare un aiuto concreto a persone che si trovano in gravi situazioni di svantaggio sociale ed economico. Promozione dell’attività del centro attraverso giornate promozionali come “svuota cantine”.