Il Programma elettorale

Pontedera città delle opportunità

Pontedera per far vivere i giovani in una città viva

In un’epoca nella quale il tempo dell’età giovanile si è decisamente dilatato e la disoccupazione giovanile ha percentuali paurose, le politiche giovanili devono qualificarsi come vere e proprie politiche di cittadinanza che investano diversi piani d’azione. Si è dunque passati da una visione che vede le politiche giovanili come risposta a un generico “disagio” e a una esigenza di organizzazione del tempo libero, a una idea più strutturata che trova il Comune impegnato a supportare attivamente chi decide di intraprendere un percorso di crescita e autonomia.

  • Compito primario dell’amministrazione per il prossimo mandato sarà dunque quello di costituire la base di diffusione, promozione, sollecitazione delle opportunità messe a disposizione dal sistema regionale, nazionale ed europeo anche rafforzando e ripensando la modalità d’azione dell’informagiovani.
  • Serve costituire un network locale, spazi fisici e virtuali capaci di usare il linguaggio ed i modi dei nostri giovani per capitalizzare e non disperdere le numerose iniziative ed opportunità attivate da Regione Toscana attraverso il progetto “GiovaniSì” in tema di tirocini, casa, di servizio civile, di impresa giovanile, di lavoro, di studio e formazione.
  • Il sistema pubblico ed il tessuto cittadino deve in modo sinergico attivarsi con la consapevolezza del bisogno trasversale di aiutare i giovani a vivere una quotidianità soddisfacente, valida, stimolante e creativa e facilitare le molteplici transizioni a cui un giovane è chiamato nel suo percorso di vita verso:
    • l’indipendenza economica e abitativa;
    • l’autonomia di pensiero politico, religioso, sociale;
    • l’assunzione di un ruolo sociale che sarà quello dell’adulto responsabile sia nelle micro-situazioni (di coppia, nel gruppo di amici, nel lavoro, nella scuola…) e nelle macro-situazioni in cui si vive.
  • Per aumentare le possibilità di apprendere, sperimentare e rendere consapevoli i nostri giovani serve aumentare le possibilità di esercizio del potere sociale, della quota che ciascuno ha di contribuzione alle decisioni che riguardano tutti: una città delle opportunità che pensa a percorsi anche per quei ragazzi che sono al di fuori dei contesti lavorativi, senza diploma né qualifiche.
  • Allo stesso modo servirà poter veicolare le occasioni, le opportunità e le progettualità messe in campo dal Dipartimento per le Politiche Giovanili rispetto al sostegno dei giovani talenti, alla prevenzione ed al contrasto del disagio giovanile, ai servizi di orientamento ed e-placement, ai progetti di respiro europeo come l’Erasmus+, al Servizio di volontariato Europeo.
  • Dovremo coinvolgere i giovani in grado di parlare ai giovani attraverso la realizzazione di eventi, approfondimenti, seminari, convegni, workshop tutti finalizzati alla creazione di una rete di spazi comunicanti dei nostri “millennials” a cui l’amministrazione ed il tessuto della città devono poter aprirsi affidando intraprendenza ed esigendo responsabilità.
  • Serve creare “luoghi” e “non luoghi” di riflessione sulla comunità e sulle differenze nella società incentivando l’espressione di più punti di vista (di genere, di cultura, di religione, di età): dai progetti e focus dedicati agli adolescenti, agli spazi “skate” e “basket” da individuare nei quartieri, alle reti informali di giovani che si occupino di educazione sessuale, al rafforzamento della comunicazione amministrativa con un approccio più “friendly e social” capace di parlare e stimolare la partecipazione alla discussione ed alla vita pubblica della città.
Servizi e politiche gender oriented

La parità dei sessi, diritto garantito dalla Suprema Carta, non può che passare attraverso il riconoscimento delle diverse caratteristiche femminili e maschili che trovano nella “cultura della reciprocità” il giusto punto di caduta.

  • Per far questo occorre favorire in primo luogo la conciliazione tra famiglia e lavoro attraverso il rafforzamento del sistema educativo per l’infanzia a partire dagli asili nido pubblici e/o quelli convenzionati, la proposta di contributi (anche regionali) economici a sostegno della maternità ed alle famiglie con figli.
  • Sarà altresì importante rafforzare le attività della struttura di Via Colombo al fine di accogliere madri sole e/o con bambini, il cui inserimento è affiancato ad un progetto di accoglienza con la finalità di raggiungere l’autonomia sociale ed economica per prevenire la cronicizzazione della situazione di dipendenza assistenziale.
  • Superamento della Commissione Pari Opportunità della Valdera che ha rappresentato un importante organismo consultivo nella progettazione e nell’attuazione delle politiche di genere ma che deve allargare lo spettro di azione attraverso l’elaborazione di progettualità e politiche trasversali “gender oriented” finalizzate al superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale in una dimensione valoriale e logica per cui le pari opportunità debbano esser ripensate in favore delle persone e non solo delle donne.
  • Serve costruire una rete di strutture e relazioni di pronto intervento e di prima accoglienza, a cui partecipino il servizio sociale professionale, la cooperazione sociale, il tessuto associativo e gli enti locali, che possa costituire la risposta più efficace ad un bisogno effettivo e crescente nella società moderna.